Il seguente aggiornamento risale a fine dicembre 2019. In seguito ad’approvazione della Manovra finanziaria 2020, i seguenti: Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus e Bonus Mobili hanno ricevuto l’ok dal Governo anche per il 2020, con le stesse aliquote e caratteristiche. C’è anche un nuovo Bonus, il Bonus delle facciate degli edifici. Questi quattro bonus sono tutti presenti nel testo della Legge di Bilancio 2020. Anche il Bonus verde è stato prorogato al 2020, mentre Il Sismabonus era già stato confermato fino al 2021 con la Legge di Bilancio 2018.
Nel 2026 restano disponibili importanti agevolazioni fiscali per chi esegue lavori di ristrutturazione, riqualificazione energetica, miglioramento sismico, eliminazione delle barriere architettoniche e installazione di impianti fotovoltaici. I Bonus edilizi 2026 sono agevolazioni nazionali e possono quindi essere utilizzati per gli immobili situati a Roma, nella provincia di Roma, nel Lazio e nel resto d’Italia.
Per le spese sostenute nel 2026, la detrazione ordinaria prevista per molti interventi è pari al 36%. L’aliquota sale al 50% quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale e i lavori riguardano l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Per il Bonus ristrutturazioni il limite massimo di spesa resta generalmente pari a 96.000 euro per unità immobiliare.
La detrazione viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi. Devono essere conservati fatture, pagamenti, autorizzazioni, pratiche edilizie e ogni altro documento richiesto per il tipo di intervento. Il bonus fiscale non determina automaticamente la pratica urbanistica: a seconda dei lavori può essere sufficiente l’edilizia libera oppure può essere necessaria una CILA, una SCIA o un Permesso di Costruire. A Roma queste procedure vengono trasmesse telematicamente tramite il portale SUET di Roma Capitale.
Il Bonus ristrutturazioni 2026 permette di detrarre le spese sostenute per il recupero e il rinnovo degli immobili residenziali. Possono rientrare nell’agevolazione, in base al tipo di edificio e alla categoria dell’intervento, il rifacimento del bagno, la modifica della distribuzione interna, lo spostamento o la demolizione di tramezzi, il rifacimento degli impianti, il consolidamento dell’immobile, il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari e numerosi lavori eseguiti sulle parti comuni condominiali.
Nel 2026 la detrazione è pari al 36%, elevata al 50% per l’abitazione principale quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale. Il limite massimo è pari a 96.000 euro per ogni unità immobiliare, comprese le pertinenze considerate congiuntamente all’abitazione. Possono essere comprese anche le spese tecniche direttamente collegate ai lavori, come progettazione, direzione dei lavori, sopralluoghi, perizie, pratiche edilizie e adempimenti necessari.
Pratica edilizia necessaria: per una ristrutturazione a Roma la procedura dipende dalle opere effettivamente previste. I lavori interni di manutenzione straordinaria che non interessano le strutture vengono normalmente eseguiti mediante CILA; gli interventi strutturali o le ristrutturazioni di maggiore rilevanza possono richiedere una SCIA, una SCIA alternativa o un Permesso di Costruire. I lavori realmente riconducibili all’edilizia libera non richiedono una pratica comunale, ma deve comunque essere conservata la documentazione che dimostra la natura e la data dell’intervento. A Roma CILA, SCIA e Permessi di Costruire vengono gestiti attraverso il SUET
L’Ecobonus 2026 agevola gli interventi destinati a migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti. Possono rientrare nell’Ecobonus, quando vengono rispettati i requisiti tecnici previsti, la sostituzione degli infissi, l’isolamento termico delle pareti e delle coperture, l’installazione di schermature solari, pompe di calore, sistemi ibridi, collettori solari e altri interventi che riducono il consumo energetico dell’immobile.
Per le spese sostenute nel 2026 la detrazione ordinaria è pari al 36% e sale al 50% per l’abitazione principale, quando il beneficiario è il proprietario o il titolare di un diritto reale. A differenza del Bonus ristrutturazioni, i limiti di spesa o di detrazione dell’Ecobonus variano secondo la tipologia di intervento realizzato.
Pratica edilizia necessaria: la semplice sostituzione di alcuni impianti o componenti può rientrare nell’edilizia libera, mentre lavori che modificano l’edificio, le facciate, la distribuzione interna o le strutture possono richiedere CILA, SCIA o altro titolo edilizio. Per gli interventi agevolati con Ecobonus deve inoltre essere trasmessa la documentazione richiesta all’ENEA, normalmente entro 90 giorni dalla fine dei lavori. In base all’intervento possono essere necessarie anche l’asseverazione tecnica, il calcolo delle prestazioni energetiche e l’Attestato di Prestazione Energetica
Il Sismabonus 2026 riguarda gli interventi destinati a ridurre il rischio sismico e migliorare la sicurezza strutturale degli edifici. Possono rientrare nell’agevolazione il rinforzo delle murature, il consolidamento di solai e fondazioni, gli interventi sulle strutture in cemento armato, il miglioramento o l’adeguamento sismico e le opere necessarie a ridurre la vulnerabilità dell’edificio.
Nel 2026 la detrazione ordinaria è pari al 36%, elevata al 50% per gli interventi sull’abitazione principale quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale. Il limite massimo di spesa agevolabile è generalmente pari a 96.000 euro per unità immobiliare. Il Sismabonus interessa gli edifici ubicati nelle zone sismiche ammesse dalla normativa nazionale e può quindi riguardare anche immobili situati a Roma, nella Città Metropolitana e negli altri Comuni del Lazio.
Pratica edilizia necessaria: gli interventi strutturali richiedono un progetto redatto da un tecnico abilitato e un titolo edilizio adeguato alla natura delle opere, generalmente SCIA o Permesso di Costruire nei casi più rilevanti. Nel Lazio i progetti strutturali devono inoltre seguire le procedure regionali di autorizzazione o deposito sismico attraverso il portale OpenGenio, con trasmissione al Genio Civile e allo Sportello unico del Comune competente. Per ottenere il beneficio fiscale devono essere predisposte anche le asseverazioni richieste dalla disciplina del Sismabonus.
Il Sismabonus 2026 riguarda gli interventi destinati a ridurre il rischio sismico e migliorare la sicurezza strutturale degli edifici. Possono rientrare nell’agevolazione il rinforzo delle murature, il consolidamento di solai e fondazioni, gli interventi sulle strutture in cemento armato, il miglioramento o l’adeguamento sismico e le opere necessarie a ridurre la vulnerabilità dell’edificio.
Nel 2026 la detrazione ordinaria è pari al 36%, elevata al 50% per gli interventi sull’abitazione principale quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale. Il limite massimo di spesa agevolabile è generalmente pari a 96.000 euro per unità immobiliare. Il Sismabonus interessa gli edifici ubicati nelle zone sismiche ammesse dalla normativa nazionale e può quindi riguardare anche immobili situati a Roma, nella Città Metropolitana e negli altri Comuni del Lazio.
Pratica edilizia necessaria: gli interventi strutturali richiedono un progetto redatto da un tecnico abilitato e un titolo edilizio adeguato alla natura delle opere, generalmente SCIA o Permesso di Costruire nei casi più rilevanti. Nel Lazio i progetti strutturali devono inoltre seguire le procedure regionali di autorizzazione o deposito sismico attraverso il portale OpenGenio, con trasmissione al Genio Civile e allo Sportello unico del Comune competente. Per ottenere il beneficio fiscale devono essere predisposte anche le asseverazioni richieste dalla disciplina del Sismabonus
Il Bonus mobili ed elettrodomestici 2026 permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per acquistare mobili nuovi e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile interessato da lavori di recupero edilizio.
La detrazione viene calcolata su una spesa massima complessiva di 5.000 euro per ogni unità immobiliare. Possono rientrare, per esempio, letti, armadi, tavoli, sedie, divani, materassi, apparecchi di illuminazione e grandi elettrodomestici appartenenti alle classi energetiche richieste. Per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori che danno diritto al beneficio devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025.
Pratica edilizia necessaria: il Bonus mobili non richiede una pratica edilizia autonoma, ma deve essere collegato a un intervento di recupero edilizio che dà diritto alla detrazione. La data di inizio dei lavori può risultare da una CILA, una SCIA, un Permesso di Costruire oppure, nei casi di edilizia libera, dalla documentazione o dalla dichiarazione sostitutiva predisposta dal contribuente. I mobili devono essere pagati con strumenti tracciabili e devono essere conservate fatture e ricevute.
Nel 2026 l’installazione di un impianto fotovoltaico su un edificio residenziale può essere agevolata attraverso il Bonus ristrutturazioni. Non si tratta quindi di un bonus autonomo: la spesa viene inserita nella detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e per l’utilizzo delle fonti rinnovabili.
La detrazione è pari al 36%, elevata al 50% per l’abitazione principale quando ricorrono i requisiti previsti. Il limite di 96.000 euro per unità immobiliare è condiviso con gli eventuali altri lavori agevolati mediante il Bonus ristrutturazioni. Possono rientrare nell’agevolazione l’impianto fotovoltaico, i componenti necessari al suo funzionamento e i sistemi di accumulo integrati.
Pratica edilizia necessaria: molti impianti fotovoltaici a servizio degli edifici possono essere installati in regime di edilizia libera, ma devono essere comunque rispettate le norme urbanistiche, strutturali, paesaggistiche e di tutela degli immobili. Nei centri storici, sugli edifici vincolati o quando sono previste opere che modificano strutture e sagoma, può essere necessaria una specifica autorizzazione, una CILA, una SCIA o una procedura paesaggistica. Per gli interventi che accedono al Bonus Casa e producono risparmio energetico deve essere verificato anche l’obbligo di trasmissione dei dati all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Nel 2026 le spese sostenute per eliminare le barriere architettoniche possono beneficiare della detrazione prevista per il recupero del patrimonio edilizio. Possono rientrare nell’agevolazione la realizzazione di rampe, l’installazione di servoscala, piattaforme elevatrici e ascensori, l’allargamento dei passaggi e gli interventi destinati a migliorare l’accessibilità e la mobilità all’interno dell’edificio.
Per le spese sostenute nel 2026 la detrazione ordinaria è pari al 36%, elevata al 50% per l’abitazione principale quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale, entro il limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La precedente detrazione speciale del 75% non si applica alle nuove spese sostenute nel 2026.
Pratica edilizia necessaria: alcuni interventi che non modificano la sagoma e non interessano le strutture possono rientrare nell’edilizia libera. La realizzazione di ascensori esterni, vani tecnici, rampe strutturali o modifiche più rilevanti può invece richiedere CILA, SCIA, Permesso di Costruire e, quando vengono interessate le strutture, le procedure sismiche della Regione Lazio tramite OpenGenio.
